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La Grecia sta attraversando uno dei periodi pù difficili della sua storia recente.

La criticità non è solo economica, ma anche politica e soprattutto sociale.

Le migliaia di persone che sono scese in piazza ad Atene, ricordano a tutti che non vi è sistema che non abbia ricadute sulla società civile, fatta di uomini e donne , lavoratori e consumatori.

Ad aggravare la situazione purtroppo, è il triste bilancio di tre morti, giovani vite spezzate per essersi trovate sul posto di lavoro, nel momento sbagliato e nel luogo sbagliato:l'istituto creditizio per il quale lavoravano. Le banche, vengono prese d’assalto e devastate, considerate infatti responsabili, insieme alla politica ed ai grandi mercati finanziari del dissesto catastrofico a cui è andato incontro il paese.

L’UE ha agito tempestivamente, cercando soluzioni che fossero fattibili per ogni paese della comunità, affiancando il proprio contributo a quello già stabilito dal FMI.

L’intervento di aiuto economico stabilito dall’Unione infatti è articolato in 110 miliardi, un terzo dei quali verrà erogato dal Fondo Monetario Internazionale, mentre la restante parte sarà suddivisa dai paesi della “zona euro” in base alle rispettive quote capitale della Banca Centrale Europea.

Un impegno non irrilevante per salvare le casse greche ed evitare un effetto domino sui mercati europei. In cambio il governo ellenico, ha varato una “cura” molto rigida per poter sanare la sua drammatica situazione economica. Una cura non senza contraccolpi sociali, che ha comunque posto il proprio obbiettivo nel medio e lungo termine, che andrà a toccare, per forza di causa maggiore, anche gli interessi dei singoli cittadini.

Molte le misure messe in atto, dal congelamento delle tredicesime e quattordicesime all’aumento dell’IVA dal 21% al 23%, all’incremento del 10% delle tasse su, tabacchi,alcolici e carburanti.

Misure dolorose ma inevitabilmente necessarie al risanamento economico.

Una crisi di certo non uscita dal nulla quella greca, ma che trova le sue radici da un deficit che il governo precedente a quello di Papandreou ha fatto aumentare , fino ad arrivare a consegnare lo scorso anno al suo successore una situazione disastrosa di 300 miliardi di debito ( 120 in più di quelli che erano in conto all'inizio della precedente legislatura ellenica).

Una situazione complessa che ha richiesto l’intervento della Comunità intera, una UE che emergenza dopo emergenza, dimostra capacità di intervento che seppur bisognose di correzioni di tiro, si dimostrano sempre maggiori ed efficaci.

I riflessi di questa crisi possono essere dirompenti, per questo solo la coesione interna e dell’UE tutta, possono risultare strumenti efficaci; nessuno infatti può sentirsi immune da tali rischi, anche se i conti di determinati paesi come l’Italia e la Germania risultano essere molto più solidi e destano tranquillità.

Forse, ciò che si è dimostrato questa volta può riflettere il vero spirito dell’Unione, fare comunità sospingendo sempre più la coesione.

Allo stesso tempo è profondamente necessario far si che le velocità dei processi decisionali in ambito comunitario siano sempre più elevate. Il mondo globalizzato purtroppo richiede non solo scelte meditate ma scelte quasi istantanee ed efficaci.