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Approvazione quasi unanime per il Rapporto Acquacoltura nella Plenaria di Strasburgo
Guido Milana: “Commissario Damanaki, una occasione storica per rilanciare il settore”.....
A distanza di un mese e mezzo dalla votazione del Rapporto in Commissione Pesca, è l'assemblea plenaria del Parlamento Europeo riunita a Strasburgo a esprimere con un voto che tocca quasi l'unanimità il suo parere favorevole ( su 442 votanti, 420 si, 15 no e 7 astenuti) al lavoro di condivisione e di inclusione che Guido Milana ha costruito in questi mesi sul documento “Un nuovo impulso per la strategia dello sviluppo sostenibile dell' Acquacoltura” come relatore.
Nel suo discorso introduttivo, che ha preceduto la discussione prima della votazione, il vice presidente della Commissione Pesca ha affermato:”Lo scorso 4 maggio in commissione abbiamo votato un documento scaturito da lunghi mesi di lavoro, di consultazioni e di reciproca concertazione, che mi auguro costituirà effettivamente la base di partenza per promuovere, in maniera seria e concreta un'adeguata politica sull'acquacoltura”.

Il tema delle difficoltà del mondo del lavoro legato alla pesca e delle possibilità ampie che una delegificazione e una riqualificazione verso un quadro unitario dell'acquacoltura può offrire a questo contesto sono state toccate dal vice presidente Milana in questo passaggio:”Occorre avviare, seriamente, un'adeguata politica sull'acquacoltura sostenibile, che si configuri come luogo privilegiato in cui recuperare forza lavoro, anche attraverso programmi di formazione e rimodulazione della manodopera espulsa dalla pesca tradizionale”.

Dopo l'intervento conclusivo della Commissario alla Politiche della Pesca Maria Damanaki, (che aveva espresso vivamente la sua soddisfazione per la discussione costruttiva evidenziando la necessità di fare si che da ora in poi Acquacoltura sia capitolo fondamentale nella nuova Politica Comunitaria della Pesca ma che aveva anche espresso il suo rincrescimento per non poter dare una mano nella semplificazione normativa laddove le competenze siano di altri Commissari) Guido Milana ha con la sua replica finale voluto sottolineare l'estrema importanza della votazione che di lì a poco si sarebbe espressa in maniera unanime:”Commissario Damanaki, oggi, dopo questa votazione lei avrà una occasione storica. Nel 2001, chi la precedette in questo incarico, dopo la votazione su un rapporto simile, non riuscì a realizzare il passo successivo in Commissione. Se le posso dare un consiglio,  osi, Commissario Damanaki. Vada avanti con forza nell'interesse dei Paesi Membri che tutti, pù o meno, si trovano d'accordo, come ha dimostrato questa discussione a Strasburgo, nell'adozione di un regolamento comunitario che tuteli gli aspetti occupazionali, di tutela sanitaria e di politica dei marchi e di semplificazione normativa che sono strettamente collegati all'acquacoltura”.

La votazione finale dell'assemblea è stata, come è detto prima, quasi unanime premiando il lavoro minuzioso e di condivisione del relatore del Rapporto così come anche di tutti i membri della Commissione parlamentare Pesca di cui è Vice presidente. Una Commissione come ha evidenziato lo stesso Milana che ha saputo lavorare con uno “spirito davvero europeo”.

In allegato l´articolo del Parlamento Europeo sull´Acquacoltura uscito ieri in prima pagina del sito.

A salmon farm in the Western Isles of Scotland. The fish are bred in cages in inland waters and grown in sea pens. When they are large enough they are caught, killed and sent to a smokery. ©BELGA

A stronger aquaculture in Europe could help meet growing the consumer demand by providing alternatives to wild fish species. However, safeguards are needed to prevent environmental and public health risks, says a resolution adopted by the European Parliament on Thursday.  MEPs argue that clearer rules, less red tape and research investment are needed for the sector to take off.

The resolution drafted by Italian Socialist MEP Guido Milana and adopted by 420 votes to 15 with 7 abstentions, suggests ways of boosting the European aquaculture sector, which is lagging behind the industry in other parts of the world.

Speaking to us ahead of the vote Mr Milana told us that: "the European aquaculture sector should not be underestimated. Whereas the demand for farmed products for 2/3 is covered by imported products from third countries, it will be essential to assess the potential of the sector, both in terms of employment, than of environmental sustainability, raising the threshold of farming quality standards and contributing to reduce the pressure on fish stocks."


Clarity for businesses

The aquaculture sector requires investment, long-term planning and hence clear and stable rules, emphasise MEPs. They therefore call on the Commission to consolidate all EU legislation on this sector.

Future legislation should lay down standard certification criteria for products and basic parameters on environmental impact, use of water resources, feeding of farmed fish, molluscs and crustaceans, product traceability and labelling, fish health and welfare standards.  Implementation and checks would be the responsibility of Member States.

Better information and less red tape

MEPs also stress the need to lay down rigorous quality and traceability criteria and clear labelling principles for high-quality and organic aquaculture products. The Commission is asked to introduce an eco-labelling programme for fishery and aquaculture products that follows the current general EU guidelines in the area.

Arguing that sector's success will largely depend on a more business-friendly environment, the resolution urges Member States to reduce red tape for start-ups, for example by creating one-stop shops for administrative formalities.


Funding: focus on sustainability

Additional funding via the future European Fisheries Fund is needed, with a focus on innovative farms with lesser environmental impact, says Parliament. However, financing should be available only for sustainable practices. Aquaculture systems which deplete wild fish stocks or pollute coastal waters must be deemed unsustainable, believe MEPs.

The resolution also argues that European aquaculture should give priority to fish species which do not need other fish as part of their feed or which require smaller amounts of fish meals and oils.

Lastly, pointing to the damage caused to aquaculture farms by birds of prey, in particular cormorants, MEPs repeat their call for a European cormorant management plan.  They also stress the need to provide compensation for damage caused by animals that are protected by law.