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22 Gennaio 2010 - Guido Milana ad Anzio e Nettuno per il 66° anniversario sbarco alleato |
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| Guido Milana ha accettato volentieri l'invito rivoltogli dalle due amministrazioni comunali di Anzio e Nettuno a partecipare alle celebrazioni per il 66° anniversario dello sbarco alleato sulle coste delle due città litoranee, che avvenne il 22 gennaio 1944 e che fu il preludio di quella che sarebbe stata poi la dura e difficile liberazione di Roma dalle truppe naziste che sarebbe avvenuta meno di 5 mesi dopo, il 4 giugno con l'ingresso trionfale delle truppe americane nella città Eterna. |
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Le cerimonie di commemorazione degli eventi bellici che riguardarono le città tirreniche sono partite dalla piazza Cesare Battisti di Nettuno, dove il vicepresidente della commissione pesca e affari marittimi del Parlamento Europeo ha presenziato con il sindaco di Nettuno, Alessio Chiavetta e il senatore Candido De Angelis alla deposizione della corona ai piedi del monumento ai caduti e ascoltato il breve discorso del primo cittadino nettunese che ha idealmente unito le vicende del 1944 con quelle di Haiti 2010 e ha parlato del forte legame tra Usa e Italia.
Dopo di che ci sé spostati nel piazzale dedicato alle vittime dell'11 settembre 2001 dove è situato il cimitero monumentale di guerra americano a Nettuno. Anche in questa sede si è proceduto a porre una corona e a esprimere un minuto di silenzio e raccoglimento per i soldati americani che perirono nella campagna di Liberazione dell'Italia tra il 1943 e il 1945.
Ad Anzio, la giornata del ricordo della vicenda bellica che vide le popolazioni delle due città come protagoniste di quel freddo giorno di gennaio del'44 ( e che dovettero patire dopo lo sbarco sia le sofferenze della battaglia tra angloamericani e tedeschi che la necessità di dover sfollare in altri luoghi del Paese come Salerno) ha avuto la sua parte finale con la partecipazione e l'intervento pubblico di due veterani appartenenti alle forze del Regno Unito che si salvarono dalla tragica morte che colpì quasi tutti i membri dell'equipaggio dell'incrociatore “HMS SPARTAN” affondato al largo della città neroniana il 29 gennaio 1944 a seguito di una incursione aerea tedesca.
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Dopo l'intervento del sindaco di Anzio, Luciano Bruschini e prima di quello del senatore Candido De Angelis, è toccato a Guido Milana esprimere con un toccante e coinvolgente discorso il senso di una manifestazione e di una giornata dedicata al ricordo di un evento portatore di libertà e allo stesso tempo di sofferenza come fu il 22 gennaio 1944. |
“Lo sbarco in questa costa degli alleati americani, inglesi e non solo, - ha affermato nella sua orazione il parlamentare europeo - è stato improvviso ed inaspettato per tutti, sia per i tedeschi che per gli abitanti. Per i primi è stata guerra per i secondi terribile sofferenza. Lo sfollamento che segui fu la fase più drammatica per questa terra che ne ha subito conseguenze e le cui ferite, probabilmente ci sono ancora, se non altro nei ricordi di chi le ha vissute”.
Il ruolo delle forze angloamericane e del Commonwealth che combatterono per la liberazione dal nazismo ad Anzio, Nettuno e nel resto del Paese è stato esaltato in questo altro passo del discorso:”La funzione degli alleati, che hanno lasciato qui sepolti migliaia di giovani uomini e donne, è stata determinante. A loro è andato e va il ringraziamento della storia”.
Allo stesso tempo si è voluto anche esprimere un sentimento di pacificazione, a distanza di tempo, nei confronti di quei soldati che vestivano le divise della Wermacht che si trovarono qui in Italia come tanti altri eserciti per servire, il loro Paese, anche se non per una causa giusta:”Sbaglieremmo oggi, dopo tanti anni, a non ricordare anche i molti caduti tedeschi, la stessa storia li ha consegnati a noi, agli inglesi ed agli americani come futuri preziosi alleati e proprio quel conflitto forse li ha trasformati nei nostri partner di oggi”
Guido Milana ha proseguito il suo intervento di fronte ad una platea di scolaresche, giovani famiglie e anziani cittadini di Anzio ricordando l'impegno quotidiano degli uomini delle Forze Armate di questo territorio nelle missioni di Pace all'Estero, in Iraq come in Afghanistan e in altri scenari difficili definendoli “Angeli” a guardia della Pace.
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La conclusione del discorso è stata affidata alla valorizzazione di un concetto, quello della “coltivazione della memoria” come espediente per apprezzare tutta quella serie di valori che sono propri della nostra Democrazia affermatasi dopo la fine del secondo conflitto mondiale con queste parole:”Oggi coltivare la memoria significa coltivare la libertà.
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Essa in fondo si può perdere, spesso la storia ha costretto popoli, compreso il nostro a perderla. Ma vi è un obbligo, dei contemporanei rispetto ai discendenti ed è quello di imparare ad amarla, perché amarla è l’unico mezzo, quando la si perde, per poterla riconquistare.
Oggi ai nostri ragazzi dobbiamo insegnare l’amore per la democrazia ed il rispetto delle libertà, la comprensione dei diversi ed il valore dell’opporsi alla umiliazione di qualunque essere umano sulla terra. Solo così daremo seguito al sacrificio dei tanti che per queste cose hanno sacrificato la propria vita. |
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