15 Gennaio 2010 - Intervista a Guido Milana sul futuro della Regione Lazio. PDF Stampa E-mail

 

Olevano Romano, sala Consiliare. Presente una folta schiera di cittadini ed amministratori locali, uomini della politica dei paesi limitrofi, delegazioni del PD di Ciampino, Anzio e Roma.

Le interviste a 360° sono sempre qualcosa di molto interessante, la possibilità di poter toccare temi che spesso vengono lasciati nel cantuccio, spronano le presenze; il fattore curiosità sulle elezioni regionali fa il resto.

L’On. Guido Milana, senza perdere molto tempo, si mette subito a disposizione.
Si parte immediatamente dalla scelta della candidatura della Bonino a Presidente della Regione Lazio.

 


La scelta della Bonino - chiede uno dei presenti - è sembrata diciamo così, una candidatura imposta al PD.

“No, non propriamente. Io stesso, nel particolare, ero un elemento che credeva nella candidatura di Nicola Zingaretti; lui era l’anello necessario per aprire il dialogo con quella parte di centro, l’UDC intendo, recuperandolo come alleato. Purtroppo Roma vive anche di delicati equilibri, ed alcune scelte operate anche dall’imprenditoria forte, vedi anche Caltagirone, hanno scompaginato il tutto. Successivamente è arrivata la candidatura della Bonino, che, lo ammetto, ha un po’ spiazzato il partito; anche in quel frangente però, Bersani ha capito il valore aggiunto di questa donna. Se la Bonino ha qualche problema con la parte più centrista o cattolica dell’elettorato, di certo recupera a sinistra quella fetta che invece sino ad oggi è rimasta senza espressione.

Politicamente ed umanamente poi, nulla da dire sulla Bonino persona. Non ha mai avuto interessi particolari, o poteri forti che la potessero condizionare nelle scelte da lei intraprese, ha sempre vissuto di politica e per la politica, alla quale, eticamente parlando, dona una profondità sbalorditiva”.

I temi successivi, forse per fattore d’importanza ed incidenza sulla popolazione, non tardano ad arrivare.

“Sanità e rifiuti sono presenti in ogni campagna elettorale e sono cavalli di battaglia per acquistare del consenso. Ma il problema consta se essere populisti e popolari su questi ultimi, o cercare di essere razionali, compiendo a volte scelte impopolari agli occhi delle persone; scelte che hanno bisogno di tempi lunghi per essere capite, metabolizzate.

Certo, è da dire che quando abbiamo ereditato la regione da Storace nessun comune dell’intera regione operava la raccolta differenziata; oggi sono ben 43 i comuni che lo fanno. Solo lo stoccaggio della differenziata, passato dal 3% al 15% sull’intera regione, ha permesso di tenere aperte le discariche di Malagrotta e Colleferro.

Ora però toccherei più il tasto culturale del problema. E’ ora che si capisca che non è più accettabile e possibile che la nostra immondizia finisca altrove, solo per quel senso egoistico di tener fuori dalla portata degli occhi e del naso i cumuli di rifiuti. Sarebbe il caso, forse più che caso una vera e propria necessità che i paesi, i comprensori, i territori si dotassero di luoghi appositi per il compostaggio. Pensate se ogni paese da questi rifiuti producesse un materiale differente, o mettesse a disposizione l’energia prodotta dai rifiuti stessi. I cittadini devono capire che i rifiuti umidi, probabilmente sono maleodoranti, ma la plastica se bruciata è assassina. La diossina riempe i reparti di oncologia, è un killer silenzioso”.

Si appassiona l’On. Milana, tira fuori la grinta di chi sa di dire cose tanto vere quanto determinanti per i cittadini; lo fa ulteriormente sul tema sanità.

“Abbiamo ricevuto un debito di dieci miliardi di euro, frutto di un sistema corrotto e malato messo in piedi e gestito sotto la giunta Storace. Non sono io che lo dico per primo, lo dice la Magistratura.

C’è voluto del tempo per capire dove fossero le falle di sistema, c’è voluto del tempo per capire per quale motivo nel Lazio un esame di laboratorio costasse 18 euro mentre in Umbria 11 euro. Siamo stati noi a denunciare per primi la presenza di medici che dichiaravano una spesa annua di 500-600 euro per paziente, quando la media si attesta invece a 200 euro. Sappiamo tutti la storia di Lady Asl come sia andata!

Storace può dire ciò che vuole in tv, ma di certo la Polverini, ora che lo ha caricato nel proprio carrozzone, ha caricato anche il suo passato di amministratore di Presidente di questa regione.

Abbiamo fatto tutti caso a quali personaggi la Polverini si sia affidata, sono gli stessi di allora.

In tutto questo, noi in cinque anni abbiamo dovuto accendere questa sorta di mutuo gigantesco per restituire a chi di dovere i 10 miliardi di debito accumulati, compiendo, come dicevo prima, a volte scelte impopolari, ma necessarie”.

Qualcuno - domanda il moderatore del dibattito - ha cavalcato l’onda della possibile chiusura di alcuni ospedali, Subiaco o Palestrina per esempio, come avete reagito in Regione?

“Certamente, se andiamo a Subiaco e chiediamo chi vorrebbe il miglior ospedale del mondo, con i migliori macchinari a disposizione ed i migliori medici nel campo, credo che non ci sia persona che risponderebbe di no. Tutti vorrebbero servizi al top proprio sotto casa. Ma la questione è differente. In questi posti, come negli ospedali di montagna, quale Subiaco è, vanno mantenuti i servizi necessari ed indispensabili.

Non posso pretendere reparti specialistici, altrimenti rischierei il collasso. Insomma con tutto il rispetto, chi ha cavalcato le proteste, come la PDL ha fatto, ha solo operato scelte demagogiche, populiste, promettendo ciò che nessuno potrà mai compiere realmente.

Ho passato notti insonni su questi punti, ripeto, non posso di certo retrocedere di fronte a falsità e demagogia”.

“ Questi – prosegue Milana- sono solo esempi. Possiamo prendere qualsiasi altro oggetto. L’acqua per esempio. E’ da tempo ormai che si parla di privatizzazione dell’acqua. Pensiamoci profondamente, come si può solo paventare l’idea di privatizzare l’elemento principalmente necessario alla sopravvivenza? Emma Bonino, non ha avuto tentennamenti nell’affermarlo. Non proprio così è stato per la Polverini; il suo “ci devo pensare”, ha acceso la luce su interessi presenti in grande quantità dietro di lei.

Questa deve essere la svolta culturale. Noto molti ragazzi in sala, e mi rivolgo principalmente a loro; non pensino che basti più essere al passo con i tempi ed i cambiamenti, forse non basta nemmeno più anticiparli.

Noi dobbiamo indurli, dobbiamo essere capaci di pensarli, volerli, sognarli, ed esserne gli attori protagonisti.

Lo dobbiamo a chi sarà su questa terra dopo di noi, ecco la discussione sull’acqua, sulle energie rinnovabili, sul miglioramento dei servizi sanitari, sulla raccolta differenziata.

Non possiamo più temporeggiare, è ora di andare incontro al futuro, ne sono cosciente io, ne è cosciente Emma Bonino, ne siamo coscienti tutti noi”.