| 05 Marzo 2010 - Milana: "Qualsiasi atto legislativo sarebbe incostituzionale e il Presidente della Repubblica non potrebbe firmarlo" |
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L'Europarlamentare Guido Milana spiega perché Governo e Parlamento non possono fare nulla
Dal 2001, con la riforma del Titolo V della Costituzione, la legge elettorale del Lazio è materia regionale
"Stanno cercando di cambiare le regole con una soluzione legislativa ma sono dei pasticcioni e non hanno ancora capito che la legge elettorale è competenza della Regione. Qualsiasi soluzione che non dovesse passare per il Consiglio Regionale del Lazio sarebbe palesemente incostituzionale e il Presidente della Repubblica non potrebbe mai firmarla".
L'Europarlamentare del Partito Democratico, Guido Milana, ex presidente del Consiglio regionale del Lazio, mette in guardia il Governo Berlusconi dal non forzare la mano con provvedimenti che sarebbero di gravità inaudita. "La materia elettorale - spiega Milana - è disciplinata da una Legge regionale (la n.2 del 13 gennaio 2005) che ne ha definito il quadro disciplinando compiutamente il sistema elettorale e recependo in parte due leggi dello Stato (la n.108/68 e la n.43/95) che regolano, tra l'altro, la procedura di presentazione delle liste: modalità e termini per la raccolta delle firme e la presentazione delle stesse; azioni che i pubblici uffici devono compiere per consentire ai cittadini di sottoscriverle e procedimenti da seguire per ricorrere contro eventuali esclusioni delle liste medesime. Sono leggi dello Stato che il Parlamento (o il Governo) non può più modificare perché la riforma costituzionale del 2001 ha assegnato alle regioni la potestà legislativa in materia di elezioni regionali". Un vero e proprio conflitto di competenze, per il Lazio, che non esiste invece in Lombardia dove la Regione ha lasciato in capo al Prefetto, e quindi allo Stato, l'intera disciplina elettorale. Nel Lazio, al contrario, tali leggi fanno parte dell'ordinamento regionale tanto è vero che l'ipotesi di deroga alla raccolta delle firme per le liste espressione di partiti politici rappresentati in Consiglio regionale è stata fino ad un mese fa al vaglio dell'Assemblea legislativa della Pisana. "Governo e Parlamento - ribadisce con forza Milana - non possono, quindi, varare alcun decreto legge di interpretazione delle norme che disciplinano le modalità di presentazione. Né appare praticabile l'intervento del Governo avocando a se i poteri sostitutivi previsti dall'articolo 120 della Costituzione, i cui ambiti non ricomprendono di certo la materia elettorale. E', inoltre, il Presidente della Regione Lazio che, con proprio Decreto, indice le elezioni e non il Prefetto di Roma. Qualsiasi decreto del Governo per rinviare le elezioni aprirebbe un conflitto tra Stato e Regioni senza precedenti e sarebbe tanto incostituzionale da non poter in alcun modo essere firmato dal Presidente della Repubblica. Hanno fatto pasticci che cercano di riparare con ulteriori pasticci, anziché chiedere scusa ai propri elettori e condurre una corretta campagna elettorale. Del resto lo scontro è tra Polverini e Bonino e gli elettori hanno ampia possibilità di scegliere". Roma 5 Marzo 2010
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